ST. AMBROGIO SQUARE VIGEVANO

​​Giovanni Voto / Camilla Maresca / Federica Caretta / Marta Cesaroni / Francesco Colucci / Michael Franceschi / Milena Shtereva

Project :

Competition 

Square St. Amgrogio- Vigevano 2012

Prize winning project

Description:

MOTIVATION OF THE OPUS

Environmental and architectural qualities; Relationship with the territorial context; Unity of the project.

The historical square, the reasons for its existence which come from long ago, and the shapes of the compositional elements of this project are filtered through the metabolisation of landscape and cultural references. DeChirico, the narrator of the metaphysics of squares is the starting point that includes the historic events, the environment, the land. The paddy fields, mirrors of light which measure the Vigevanese landscape, the “covered road” from the Castello to the Roccavecchia together with the characteristic figures of the northern courtyard – the porticos, fountain, sculptures and the paving are all features of this place.

The Loggia created as a vibrant base for the Dome of the Cathedral in Piazza Ducale ( which emerges as an asymmetric presence to dominate Piazza Sant’Ambrogio ) leads to it on both sides. The via Roma side creates a loggia overlooking the shops with a higher level from which to enjoy the view and that of the square as a generator of the theatrical setting where the life of Piazza Sant’Ambrogio takes place. At the point where the colonnade meets the far side of the square it stops and is embedded in the slightly sloping carpet of stone.

On this last is situated the great waterfall fountain which appears as a double door in “corten” material, the vanishing point in the square. Water, the dominant feature of the work, becomes here an eye of light which fixes and suspends the time, the scene and its spectators.

On the right of the square, which hints at elliptical geometry in the portico and the pavement, emerges the statue of Sant’Ambrogio placed on the ellipse which is not visible on the plane of water.

The square, thus appears with a still, noble character, creating that suspension in space which however does not detract from its ability to perform the various functions of a social space.

As a diaphragm between the square and the remaining parts of the road is situated a slightly arched shelter which hints at the memory of the canal “naviglio ” below.

The line of the shelter is continued by a row of trees which accentuates the rhythm and regenerates the environment side by side with green beds. This is the area of via Rocca Vecchia and surrounds the alternating sequence of flower beds and pavement cafes to make the shops and restaurants more attractive.      

 All the paving is in ” serizzo ” and “porphyry ” in the square while in the second lot it is earth-colored concrete gres boarded by strips of serizzo which identify the axis between via Rocca Vecchia e via Decembrio.

RAGIONI DELL’OPERA

A) Qualità ambientale e architettonica; Rapporto con il contesto territoriale; Unitarietà del progetto

La piazza storica, le sue ragioni che vengono da lontano e le figure che entrano negli elementi compositivi di questo progetto sono filtrate da una metabolizzazione di riferimenti paesaggistici e culturali. De Chirico, narratore della metafisica delle piazze è il punto di partenza che include la vicenda storica, l’ambiente, il territorio. Le risaie, specchi di luce misuratori del paesaggio vigevanese, la “strada coperta” dal Castello alla Rocca vecchia insieme a figure originarie dei broletti nordici quali il portico, la fontana, la scultura, la pavimentazione, sono gli attori di questo luogo.

La loggia, pensata come basamento vibrante alla Cupola del duomo di Piazza Ducale (la quale emerge come presenza asimmetrica dominante in piazza S. Ambrogio) la introduce con entrambi i suoi lati. Quello su via Roma, che crea una loggia prospiciente le attività commerciali con piano rialzato da cui godere la vista, e quello sulla piazza generatore della quinta teatrale su cui si svolge la vita in Piazza S. Ambrogio. Là dove il colonnato affronta il fondo della piazza si arresta incastrandosi sul tappeto di pietra lievemente inclinato. Quest’ultimo trova su di sé la grande fontana a cascata che appare come un doppio portale, in acciaio corten, punto di fuga della piazza. L’acqua, egemone nell’opera, diventa qui un occhio di luce che fissa e sospende il tempo, la scena e i suoi spettatori. A destra della piazza, che accenna le sue geometrie ellittiche nel portico e nel pavimento, affiora la statua di S. Ambrogio ancora posta sull’ellisse non visibile nel piano d’acqua.

La piazza appare così con un carattere nobile e fermo, creando quella sospensione spaziale che non si sottrae però alla sua capacità di assolvere a funzioni diverse come deve essere uno spazio sociale.

Come diaframma tra la piazza e le parti di strada che restano, si pone una pensilina lievemente arcuata che lascia riaffiorare la memoria del naviglio sottostante. La pensilina è accompagnata da una teoria di alberi che ne accentuano il ritmo e rigenerano l’ambiente affiancandosi alle aiuole verdi. Nella zona di via Rocca vecchia questa, contiene la sequenza alternata alle aiuole dei dehor che favoriscono le attività commerciali e ristorative.

Tutta la pavimentazione è in serizzo e porfido nella nella piazza, mentre è in granigliato a base di calcestruzzo color terra affiancata da fasce di serizzo nel secondo lotto che individua l’asse tra via Rocca Vecchia e via Decembrio

MODI DEL PROGETTO

B) rigenerazione strategica e funzionale degli spazi: tessuto storico, sociale, commerciale e turistico

L’idea chiave è la concezione di un luogo realizzato con due lotti a carattere fortemente monumentale che è contemporaneamente spazio introduttivo a Piazza Ducale tramite lo specchio d’acqua che riflette il portico, cornice alla cupola del Duomo, sia spazio per eventi e manifestazioni di qualsiasi natura con dimensioni che occupano tutta la piazza priva del suo specchio d’acqua

Questa ambivalenza permette di implementare i fenomeni sociali e in particolare commerciali e turistici, poiché tutta la piazza è fortemente iconica e celebrativa ( immaginandola anche nella sua splendida illuminazione notturna ) e al contempo fortemente referenziata a Piazza Ducale con una Loggia che sottolinea ed amplifica il Duomo, unica emergenza architettonica di Piazza S. Ambrogio.

La possibilità di averla sia con lo specchio d’acqua che senza prevede diverse modalità di uso.

Ad esempio con la piazza grande ( senza acqua) possono esserci concerti, mercati, comizi ed eventi di largo respiro come visibile anche nei rendering.

Con lo specchio d’acqua, invece, sono possibili concerti di musica classica o rappresentazioni teatrali, come anche cene tematiche di fronte alla fontana.

la loggia, che definisce un corridoio ottico preferenziale su Piazza Ducale sottolinea e valorizza ulteriormente via Roma ed è membrana divisoria tra questa e Piazza S. Ambrogio. Nella loggia vi si possono allestire tavoli per ristorazione o mostre, sia al piano terra che a quello superiore.

L’intero progetto è pensato in due lotti da definire in tempi successivi che permettono la realizzazione indipendente l’uno dall’altro (anche se il secondo è organico al primo favorendone una migliore fruibilità) e dunque anche di contemplare spese d’intervento in tempi diversi. Il primo è quello di Piazza S. Ambrogio che prevede lo specchio d’acqua con il piano asimmetrico inclinato attorno al quale vi è la Loggia, il doppio portale-fontana, la figura di S. Ambrogio. Il secondo lotto è definito sostanzialmente da tutto la pensilina portico, affiancato da una lunga teoria di betulle, che abbraccia l’asse definito da via Rocca Vecchia e via Decembrio generando un diaframma di accesso a Piazza S. Ambrogio. Questa secondo lotto, inoltre, si compone di una pavimentazione a sezione variabile, che in parte contiene aiuole verdi e dall’altra i dehor per le attività ricettive, oltre che a tutti gli elementi di arredo urbano che non sono stati posti volutamente nel primo lotto, quali panchine, portabiciclette, raccolta rifiuti differenziati, cestini e dissuasori.